"Sostengono che il mondo, andando avanti, si unirà sempre più, si stringerà in comunione fraterna, perché abbrevierà le distanze trasmettendo i pensieri attraverso l'aria. Ohimè, non credete a una simile unione degli uomini! Intendendo la libertà come moltiplicazione e rapido appagamento dei loro bisogni, essi deformano la propria natura, perché si creano molti desideri sciocchi e insensati, e molte abitudini assurde e immaginarie. Così, vivono solo per invidiarsi l'uno con l'altro, per soddisfare la loro sensualità e la loro vanità. Pranzi, viaggi, carrozze, cariche e servitori-schiavi sono considerati ormai una necessità, per la quale si sacrifica anche la vita, l'onore e l'amore del prossimo, pur di soddisfare questa necessità e, se non possono soddisfarla, magari si uccidono!"
Tratto da "I fratelli Karamazov" 1878/1880, di Fedor Dostoevskij, parte seconda, libro sesto: "Il Monaco Russo", cap. III "Dai dialoghi e dai sermoni dello <Starec> Zosima", lettera e) "Qualcosa intorno al Monaco Russo alla sua possibile importanza".